In breve. La presenza di minori o persone fragili non impedisce la convalida dello sfratto. Può incidere sulla data di esecuzione fissata dal giudice e sui rinvii disposti dall’ufficiale giudiziario, che coinvolge i servizi sociali.
In udienza
Il giudice, nel fissare la data del rilascio, tiene conto delle condizioni dell’inquilino confrontate con quelle del proprietario. Una famiglia con bambini piccoli può ottenere qualche settimana in più, entro i limiti di legge.
In fase esecutiva
Se al momento dell’accesso nell’immobile ci sono minori, anziani non autosufficienti o persone malate, l’ufficiale giudiziario segnala la situazione ai servizi sociali e può rinviare per consentire una sistemazione. Non si tratta di una sospensione a tempo indeterminato: l’esecuzione prosegue.
Cosa può fare il proprietario
- Segnalare all’avvocato fin dall’inizio la composizione del nucleo, se la conosce
- Far avvisare per tempo i servizi sociali, così che non si attivino solo il giorno dell’accesso
- Valutare un accordo: qualche settimana in più e una rinuncia parziale al credito in cambio di una data certa
Cosa può fare l’inquilino
- Rivolgersi subito ai servizi sociali e all’ufficio casa del Comune
- Presentare domanda per i contributi per morosità incolpevole, se ne ha i requisiti
- Chiedere il termine di grazia in udienza
- Non aspettare l’ultimo accesso per cercare un’alternativa
Un punto fermo
Il costo sociale dell’emergenza abitativa non può essere scaricato a tempo indefinito sul singolo proprietario. Per questo la legge prevede tempi, non divieti.
Tempi e costi riportati sono indicativi e dipendono dal caso concreto e dal carico degli uffici giudiziari. Il preventivo scritto viene rilasciato dall’avvocato dopo aver esaminato contratto e documenti.