In breve. Senza opposizione, tra la notifica e l’udienza passano in genere da uno a tre mesi. Se l’inquilino non esce alla data fissata dal giudice, la fase esecutiva aggiunge alcuni mesi. Un arco complessivo di sei-dodici mesi è una stima realistica.
I tempi fissati dalla legge
- 20 giorni liberi almeno tra la notifica dell’intimazione e l’udienza di convalida.
- Fino a 90 giorni di termine di grazia, se l’inquilino di un’abitazione lo chiede; di più in caso di difficoltà economiche sopravvenute.
- Data di esecuzione fissata dal giudice nell’ordinanza: la legge indica un massimo di sei mesi, dodici in casi eccezionali. Dopo un termine di grazia non rispettato, non oltre sessanta giorni dalla sua scadenza.
- 10 giorni minimi dal precetto, e almeno altri 10 giorni tra il preavviso di rilascio e il primo accesso.
I tempi che dipendono dagli uffici
La data della prima udienza è scelta dall’avvocato tra quelle disponibili, ma deve fare i conti con i tempi di notifica. Dopo la convalida, il calendario degli accessi è gestito dall’UNEP in base al carico di lavoro e alla disponibilità della forza pubblica. Sono le due variabili su cui il proprietario non può incidere, se non evitando errori che costringano a ripetere un passaggio.
Cosa fa l’inquilino
Se non si presenta, la convalida arriva alla prima udienza. Se chiede il termine di grazia, si aggiungono fino a tre mesi. Se si oppone con argomenti seri, il procedimento diventa una causa vera, con mediazione obbligatoria, e i tempi si misurano in molti mesi; il giudice può però concedere subito un’ordinanza provvisoria di rilascio.
Dove si perde più tempo
- Nei mesi di attesa prima di rivolgersi a un avvocato
- In notifiche non andate a buon fine per indirizzi sbagliati
- In atti da rifare per conteggi errati o contratto non registrato
- In accessi rinviati perché la forza pubblica non era stata richiesta
Si può accelerare?
Non esistono scorciatoie legali, ma esistono buone pratiche: partire ai primi mancati pagamenti, consegnare subito tutti i documenti, valutare un accordo di uscita con data certa. Un inquilino che sa di dover andare via spesso accetta una piccola rinuncia sul debito in cambio di qualche settimana in più: è quasi sempre più rapido di un’esecuzione completa.
Tempi e costi riportati sono indicativi e dipendono dal caso concreto e dal carico degli uffici giudiziari. Il preventivo scritto viene rilasciato dall’avvocato dopo aver esaminato contratto e documenti.