In breve. Il proprietario non può farsi giustizia da sé. Cambiare la serratura, distaccare luce e gas, entrare nell’immobile o trattenere oggetti sono condotte che possono integrare reati e che rallentano lo sfratto invece di accelerarlo.
1. Cambiare la serratura
L’inquilino, anche moroso, detiene legittimamente l’immobile finché un giudice non dispone diversamente. Estrometterlo può configurare esercizio arbitrario delle proprie ragioni o violenza privata.
2. Staccare le utenze
Anche se intestate al proprietario: privare un’abitazione di luce, gas o acqua per costringere qualcuno ad andarsene è una condotta penalmente rilevante.
3. Entrare in casa
Con o senza chiavi di riserva, è violazione di domicilio. Il diritto di visita previsto dal contratto va esercitato con preavviso e consenso.
4. Trattenere o buttare oggetti
I beni dell’inquilino non sono una garanzia. Per soddisfarsi su di essi serve un pignoramento.
5. Minacciare o fare pressione su familiari e datore di lavoro
Oltre ai profili penali, si offrono all’inquilino argomenti per una richiesta di danni.
6. Accettare pagamenti parziali “a voce”
Senza uno scritto che chiarisca che si tratta di acconti e che non si rinuncia all’azione, si alimenta confusione sui conteggi.
7. Aspettare
È l’errore più diffuso e più costoso. Ogni mese di attesa è un canone in più da recuperare e un mese in più prima che l’immobile torni a rendere.
Cosa fare invece
Una diffida scritta, un termine breve e, se non basta, l’intimazione di sfratto. È l’unica strada che porta a un risultato che nessuno potrà contestare.
Tempi e costi riportati sono indicativi e dipendono dal caso concreto e dal carico degli uffici giudiziari. Il preventivo scritto viene rilasciato dall’avvocato dopo aver esaminato contratto e documenti.