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Ho ricevuto un’intimazione di sfratto: cosa fare

Un atto di sfratto non significa dover lasciare casa domani. Significa però che ci sono scadenze precise, e che ignorarle è la scelta peggiore. Qui trovi cosa fare, in ordine.

In breve. Leggi la data dell’udienza indicata nell’atto e presentati: se non compari, lo sfratto viene convalidato automaticamente. Se l’immobile è un’abitazione puoi pagare il dovuto in udienza o chiedere il termine di grazia. Se hai motivi per contestare, puoi opporti. Se il reddito è basso, puoi avere un avvocato a spese dello Stato.

I primi tre passi

  1. Controlla l’atto. Contiene il motivo dello sfratto (morosità o fine del contratto), gli importi richiesti, il tribunale e la data dell’udienza.
  2. Raccogli i documenti. Contratto, ricevute e bonifici degli affitti pagati, comunicazioni con il proprietario, eventuali segnalazioni di guasti o problemi dell’immobile.
  3. Parla con un avvocato prima dell’udienza. All’udienza di convalida puoi comparire anche di persona, ma per opporti in modo efficace serve assistenza.

Le possibilità all’udienza

Pagare tutto e chiudere

Nelle locazioni abitative, se all’udienza paghi i canoni scaduti, gli interessi e le spese legali liquidate dal giudice, lo sfratto non viene convalidato e il contratto prosegue.

Chiedere il termine di grazia

Se non riesci a pagare subito, puoi chiedere al giudice un termine, di norma fino a 90 giorni, per saldare il debito. In presenza di difficoltà economiche sopravvenute e documentate (perdita del lavoro, malattia) la legge consente un termine più lungo. Il beneficio può essere usato un numero limitato di volte nell’arco di quattro anni e non vale per negozi e uffici.

Opporsi

Ha senso opporsi se ci sono ragioni concrete, da provare con documenti:

  • i canoni richiesti sono già stati pagati, in tutto o in parte;
  • gli importi sono calcolati male o comprendono spese non dovute;
  • la disdetta è arrivata fuori termine o non indica un motivo valido;
  • l’immobile ha vizi gravi che ne limitano l’uso, già segnalati al proprietario.

Attenzione: smettere di pagare di propria iniziativa perché l’immobile ha dei problemi è quasi sempre un errore. La riduzione del canone va chiesta al giudice, non decisa da soli.

Non fare nulla

Se non ti presenti, il giudice convalida lo sfratto e fissa la data del rilascio. Da quel momento i margini si riducono molto.

Dopo la convalida: i tempi per uscire

Il giudice indica una data per il rilascio. Se a quella data sei ancora nell’immobile, il proprietario deve notificarti il precetto e poi l’ufficiale giudiziario ti comunica, con almeno dieci giorni di anticipo, il giorno dell’accesso. In presenza di minori, anziani o persone malate vengono informati i servizi sociali. Usare questo tempo per cercare un’alternativa, e se possibile per concordare una data con il proprietario, è la cosa più utile che puoi fare.

Aiuti a cui puoi avere diritto

  • Morosità incolpevole: contributi per chi non ha potuto pagare per perdita del lavoro, riduzione dell’orario, malattia grave o altri eventi previsti dai bandi. Le informazioni aggiornate si trovano presso gli uffici casa del Comune di Torino o del tuo comune.
  • Emergenza abitativa: con uno sfratto esecutivo si può presentare domanda al Comune per le misure dedicate.
  • Patrocinio a spese dello Stato: se il reddito familiare è sotto la soglia di legge, l’avvocato viene pagato dallo Stato. La domanda si presenta al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.
  • Servizi sociali: contattali subito, non il giorno dell’accesso.

Trovare un accordo

Molti proprietari preferiscono una data certa di uscita, o un piano di rientro credibile, a mesi di procedura. Un accordo scritto, magari con la rinuncia a una parte degli arretrati in cambio del rilascio spontaneo, conviene spesso a entrambi. Un avvocato può proporlo e formalizzarlo anche in udienza.

Tempi e costi riportati sono indicativi e dipendono dal caso concreto e dal carico degli uffici giudiziari. Il preventivo scritto viene rilasciato dall’avvocato dopo aver esaminato contratto e documenti.

Domande frequenti

Se non vado all’udienza cosa succede?

Il giudice convalida lo sfratto in tua assenza. Non potrai più chiedere il termine di grazia né far valere le tue ragioni in quella sede.

Posso andare all’udienza senza avvocato?

All’udienza di convalida l’inquilino può comparire personalmente, per esempio per chiedere il termine di grazia. Per proporre un’opposizione motivata è necessaria, e comunque fortemente consigliata, l’assistenza di un avvocato.

Quanto tempo ho per lasciare casa dopo la convalida?

La data è fissata dal giudice nell’ordinanza. Se non viene rispettata, inizia la fase esecutiva con precetto, preavviso e accessi dell’ufficiale giudiziario, che richiede altro tempo.

Ho figli minori: possono sfrattarmi lo stesso?

Sì, ma la presenza di minori viene segnalata ai servizi sociali e può portare a rinvii dell’accesso per consentire di trovare una sistemazione.

Non posso permettermi un avvocato: come faccio?

Se il reddito del nucleo familiare è inferiore alla soglia prevista dalla legge, aggiornata periodicamente, puoi chiedere il patrocinio a spese dello Stato. Indicalo nel modulo e l’avvocato ti dirà come procedere.

Ogni mese di attesa è un canone perso

Racconta la situazione: un avvocato del foro di Torino ti dice cosa conviene fare, con tempi e costi.

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