In breve. Le spese si dividono in spese vive (contributo unificato ridotto alla metà, marca da 27 euro, notifiche) e compenso dell’avvocato, determinato in base al valore della pratica. Per un’abitazione, senza opposizione, la fase di convalida si colloca spesso tra 1.000 e 2.000 euro complessivi.
Le spese vive
- Contributo unificato: dipende dal valore della causa. Per la morosità il riferimento sono i canoni scaduti; per la finita locazione il canone di un anno. Nei procedimenti di sfratto l’importo è dimezzato.
- Anticipazione forfettaria: 27 euro.
- Notifiche: variano con il numero dei destinatari e le modalità.
- Copie e formula esecutiva: importi contenuti.
Il compenso dell’avvocato
I parametri forensi (D.M. 55/2014 e successivi aggiornamenti) prevedono valori medi per ciascuna fase, in funzione del valore della controversia. Avvocato e cliente possono concordare liberamente un importo diverso. L’avvocato è tenuto a comunicare per iscritto la misura prevedibile del compenso: chiedi sempre il preventivo scritto, distinto per fasi.
La fase esecutiva
Precetto, preavviso e accessi hanno un costo a parte. Si aggiungono le spese materiali: fabbro, eventuale trasporto e custodia di beni, sgombero. Se l’inquilino esce spontaneamente alla data fissata, questa fase non si apre affatto.
Cosa chiedere nel preventivo
- Importo per la fase di convalida, spese vive comprese
- Importo per l’eventuale esecuzione, per accesso
- Cosa succede in caso di opposizione
- Modalità di pagamento e acconti
Si recuperano?
Il giudice pone le spese a carico dell’inquilino. Recuperarle davvero dipende da cosa l’inquilino possiede: ne parliamo nell’articolo su chi paga le spese legali.
Tempi e costi riportati sono indicativi e dipendono dal caso concreto e dal carico degli uffici giudiziari. Il preventivo scritto viene rilasciato dall’avvocato dopo aver esaminato contratto e documenti.