In breve. Per i contratti abitativi la disdetta va ricevuta dall’inquilino almeno sei mesi prima della scadenza. Alla prima scadenza serve uno dei motivi di legge, da indicare espressamente. Forma: raccomandata A/R o PEC.
Calcolare la scadenza giusta
Conta la data di decorrenza indicata nel contratto, non quella della firma o della registrazione. Se in passato la disdetta non è stata data, il contratto si è rinnovato: va individuato il periodo in corso.
Prima scadenza: i motivi
L’art. 3 della legge 431/1998 elenca i casi, tra cui: uso abitativo proprio o di coniuge, genitori, figli o parenti entro il secondo grado; vendita dell’immobile a terzi, quando il proprietario non ne possiede altri a uso abitativo oltre alla propria casa; ristrutturazione integrale o demolizione; mancata occupazione continuativa da parte dell’inquilino senza giustificato motivo.
Se il motivo non viene attuato
Se entro dodici mesi dal rilascio l’immobile non è destinato all’uso dichiarato, l’inquilino può chiedere il ripristino del contratto o un risarcimento fino a trentasei mensilità.
Seconda scadenza
La disdetta è libera, senza motivazione, sempre con sei mesi di preavviso.
Forma e contenuto
- Dati del contratto e dell’immobile
- Scadenza per la quale si dà disdetta
- Motivo, se è la prima scadenza
- Invio a tutti gli intestatari
- Prova della ricezione
Commerciale
Dodici mesi di preavviso, diciotto per le attività alberghiere; alla prima scadenza solo per i motivi dell’art. 29 della legge 392/1978.
Dopo la disdetta
Se è prevedibile che l’inquilino non uscirà, si può chiedere in anticipo la licenza per finita locazione, così da avere il titolo pronto alla scadenza.
Tempi e costi riportati sono indicativi e dipendono dal caso concreto e dal carico degli uffici giudiziari. Il preventivo scritto viene rilasciato dall’avvocato dopo aver esaminato contratto e documenti.