In breve. All’udienza possono verificarsi quattro scenari: l’inquilino non compare (convalida), compare e non si oppone (convalida), paga o chiede il termine di grazia, oppure si oppone. Il proprietario è rappresentato dall’avvocato e di norma non deve essere presente.
Prima dell’udienza
L’avvocato deposita l’atto notificato e i documenti: contratto registrato, conteggio dei canoni, prova della notifica. Per la morosità deve inoltre dichiarare in udienza che la morosità persiste: se nel frattempo l’inquilino ha pagato, va comunicato subito.
I quattro esiti
1. L’inquilino non si presenta
Il giudice verifica che la notifica sia regolare e convalida. Se ha dubbi sul fatto che l’inquilino abbia avuto conoscenza dell’atto, può ordinare di rinnovare la notifica.
2. Si presenta e non si oppone
Stesso risultato: ordinanza di convalida, con la data a partire dalla quale il rilascio può essere eseguito.
3. Paga o chiede tempo
Solo per le abitazioni. Se salda tutto, il procedimento si chiude. Se chiede il termine di grazia, il giudice rinvia a una nuova udienza per verificare il pagamento.
4. Si oppone
Il giudice valuta se l’opposizione si basa su prova scritta. Se non lo è, e non ci sono gravi motivi contrari, può emettere un’ordinanza provvisoria di rilascio, immediatamente esecutiva. Il giudizio prosegue poi con il rito delle locazioni.
Cosa contiene l’ordinanza di convalida
- La dichiarazione di risoluzione o cessazione del contratto
- L’ordine di rilascio e la data di esecuzione
- La condanna alle spese legali
- Se richiesto, il decreto ingiuntivo per i canoni scaduti e da scadere
E dopo?
L’ordinanza viene munita della formula per l’esecuzione. Se l’inquilino non libera l’immobile alla data indicata, si passa al precetto e all’ufficiale giudiziario.
Tempi e costi riportati sono indicativi e dipendono dal caso concreto e dal carico degli uffici giudiziari. Il preventivo scritto viene rilasciato dall’avvocato dopo aver esaminato contratto e documenti.