In breve. Lo sfratto diventa esecutivo con l’ordinanza di convalida, a partire dalla data indicata dal giudice. Da lì servono ancora precetto, preavviso di rilascio e uno o più accessi dell’ufficiale giudiziario.
Tre cose diverse che vengono confuse
- Diffida: una lettera, senza effetti esecutivi.
- Intimazione di sfratto: l’atto che avvia il procedimento e cita all’udienza.
- Sfratto esecutivo: il provvedimento di convalida, trascorsa la data fissata per il rilascio.
La sequenza dopo la convalida
- Precetto: intima il rilascio entro un termine non inferiore a dieci giorni.
- Preavviso di rilascio: l’ufficiale giudiziario comunica giorno e ora del primo accesso, con almeno dieci giorni di anticipo.
- Primo accesso: se l’immobile non viene consegnato, l’ufficiale può rinviare e richiedere la forza pubblica.
- Accesso con forza pubblica: apertura, verbale, consegna delle chiavi.
Cosa può rallentare
Persone fragili nell’immobile, indisponibilità della forza pubblica, istanze al giudice dell’esecuzione. I rinvii sono possibili ma non illimitati: il titolo resta valido e l’esecuzione prosegue.
Cosa significa per l’inquilino
Con uno sfratto esecutivo si può presentare domanda per le misure di emergenza abitativa del Comune e, se ne ricorrono i presupposti, per i contributi per morosità incolpevole. È il momento di attivarsi, non di aspettare l’ufficiale giudiziario.
Cosa significa per il proprietario
Avere il titolo non autorizza a fare da sé: serratura, utenze e oggetti dell’inquilino non si toccano fino al verbale di rilascio. Conviene invece preparare per tempo fabbro, eventuale sgombero e letture dei contatori.
Tempi e costi riportati sono indicativi e dipendono dal caso concreto e dal carico degli uffici giudiziari. Il preventivo scritto viene rilasciato dall’avvocato dopo aver esaminato contratto e documenti.